…ora a me sembra che Alessandra Placucci non sia al fondo interessata al passaggio dalla fantasia alla favola. Così, dunque, dalla natura l’incanto si trasferisce sulla tela mediante un’operazione al limite del metafisico. E nascono scene di paesaggio vuote di atmosfera, pervase di silenzio, immote, come sospese…..
….Non ci si attardi dunque, ad individuare i confini di una presunta pittura candida nel caso di Alessandra Placucci. C’è semmai un’ansia di purezza che non vanno però confusi con ingenuità. Non estasi, non trasognamento, non abbandono. Mostra invece lucida tensione la pittrice allorchè vaga la fantasia negli spazi aperti delle visioni naturali, fissando illusioni di paesaggi agresti o di scorci di vita popolare, di semplici cose o di sistemi di cose.
Sull’improbabilità del reale Alessandra affonda l’immaginazione. E lentamente sulla scena, cala come un fondale riflesso di natura incantata.
“Natura e Pittura d’incanto” Orlando Piraccini

…tra alberi di fragole, palloncini colorati che si librano nel cielo, paesaggi incantati coperti di neve e….bambini, tanti, piccoli, minuscoli, divertenti che si aggrappano a collane di peperoncini o volano in mongolfiera. L’osservatore ha l’impressione di affacciarsi  da una finestra su un paese delle meraviglie, illusorio eppure vero, di guardare i panorami raffigurarti attraverso gli occhi di quei bambini che pure sono protagonisti delle tele. Non ci si soffermi ai colori accesi, gli aranci, i bluette, i verdi smeraldo e a quelle figurine scompigliate che fanno lo scivolo sull’arcobaleno o che navigano con gli ombrelli portati dal vento. La maestria di Alessandra è ricercata, ma allo stesso tempo istintiva, la mano è sapiente e padrona del pennello…..
“Il Resto del Carlino” Raffaella Candoli

L’attenta e profonda ricerca intorno al colore ancor più della fantastica restituzione iconografica, è sicuramente uno dei tratti fondamentali del lavoro di Alessandra Placucci. Tonalità che appaiono in continuo dialogo attraverso efficaci quanto rapide dissolvenze-trasparenze cromatiche che danno, al tempo stesso la piena testimonianza  della capacità fantastica della pittrice di saper oltrepassare, con sicurezza ed abilità, i confini dello sguardo quotidiano su cose e paesaggi, per restituirceli, a noi spettatori, trasfigurati in una più intima e rinnovata essenza….
….In nessun modo però Alessandra vuole additarci prospettive di mondi nostalgicamente fantastici, poiché il suo è uno sguardo realisticamente poetico, attento alle più piccole cose: uno sguardo fecondo, capace di vedere oltre il dato sensibile del reale, per coglierne bellezza, semplicità, armonia e sogno, là dove i nostri occhi, troppo spesso, riconoscono nel quotidiano solo lo specchio di una scontata banalità.
“Uno sguardo oltre il reale” Johnny Farabegoli

….è questa l’arte di Alessandra Placucci, un atto di spontaneità, un canto di gioia libero da vincoli e condizionamenti. E’ poesia autentica. I paesaggi panoramici coperti di verde e fiori, le case, le strade sotto una candida coltre di neve, i cieli azzurri solcati da nuvole vaganti, le acque turchesi dei fiumi, sono immagini fiabesche, che avvincono lo sguardo dell’osservatore, trasportandolo in un mondo di sogno e di pace. …..Nella pittura della Placucci, gioca un ruolo di rilevante importanza, il cromatismo. I colori intensi e vibranti, orchestrati con sapiente dosaggio, danno al quadro, tonalità di vigore e forza vitale…
“ I pittori cesenati del Novecento” Attilio Bazzani

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